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Perché dobbiamo amare anche chi ci abbandona.

Scrivere non è come andare in bagno.

Glielo dissi a Ruggero, nel corso di una sera. Mi spronava a fare qualcosa di più per il nostro blog. Gli spiegai che non si decide di mettersi a sedere e si partorisce; a volte sei lì che tagli erba o sistemi casa e ti viene un’idea. Ti fermi, ci pensi, magari prendi un appunto… e poi, quando hai la mente sgombra, tutto viene giù di botto. Senza sforzo, senza ricercare idee, pensieri e parole. A volte, se sei davvero nel giusto momento, non rileggi neppure più di una volta. Prendi e invii, o impagini, o metti da parte, dipende da quello che stai facendo.

Ecco. Stavolta mi sono baloccato di più, ma non ho mai smesso di pensarci. Fino a quando tutto è sceso sulle dita di botto. Senza pensare esattamente a quello che stavi facendo…

Gli amici. Quando ci pensi ti si rasserena il cuore. Non ci sono mogli, fidanzate, familiari, parenti stretti come certi amici. Non tutti, è vero, ma molti a Dio piacendo, sì. E ti viene, specialmente quando sei solo, di ripensare ai momenti in cui ridi, ti incazzi, discuti, esci, mangi, spendi, viaggi, vivi insieme a loro. Se non avessi avuto certi amici, che non necessariamente sono quelli con cui dividi ogni momento della giornata, in certi momenti sarei stato proprio solo. E molti momenti della mia vita sarebbero stati diversi, senz’altro più cupi.

E davvero, in certe frazioni di secondo, quando un ricordo, un’immagine, ti torna in mente, quando magari proprio insieme a loro, resusciti cose che avevi rimosso o dimenticato, sorridi, ti crogioli dentro a cose che hai fatto e che avevi accantonato. Non è nostalgia, non sono ricordi annebbiati : è quasi un piacere ricordare.

Ho un amico, no non di quelli con cui sono cresciuto, che conosco da sempre, da quando sono bambino, ma che è tale perché è entrato, anni fa, di prepotenza dentro alla mia vita. Non perché si sia imposto ma assolutamente per il contrario. Per il modo piacevole e delicato, divertente e caloroso con cui ha saputo farmi capire che “era uno che avrei dovuto tenermi stretto”, ed io l’ho fatto.

Con lui ho riso, cucinato, scelto pietanze tra le più disparate, chiacchierato a nottate, pisciato fuori casa contro un poggio, andato in ristoranti improbabili e fuori mano solo per il gusto di provarli, ricordato aneddoti di vite passate e ascoltatone altri che non conoscevo. L’ho trovato in casa in cucina dopo averlo dimenticato la sera prima in una stanza dentro il suo sacco a pelo…”così non ti sporco nemmeno le lenzuola...”, l’ho visto fotografare la mia casa ed i miei cani; con lui ho parlato di mare e di pesci, di televisione e dei tanti scemi che la frequentano, di politicanti sporchi dentro e fuori e delle loro magagne, abbiamo condiviso il ribrezzo per l’egocentrismo di chi millanta vite e cose non vissute né fatte ed abbiamo convenuto spesso che per chi, come noi, non ha mai avuto santi in paradiso, la vita professionale è spesso dura, con alti e bassi che ti fanno provare invidia per lo stipendio fisso. Ho ascoltato nomi altisonanti con cui ha lavorato e programmi televisivi che ha seguito come regista, a volte mi sono persino stupito perché neppure io ne avevo avuto notizia… gli ho spesso detto che certa gente, forse anche come noi, potrebbe sempre dire “lei non sa chi sono io!”…ma non lo fa mai perché tanto non conta essere bravi e creativi, conta essere e non apparire : in questo mondo contano gli amici e gli amici degli amici. Finché fai loro comodo.

L’ho ascoltato dire con nostalgia come taluni lo avessero abbandonato negli anni, ma non l’ho mai sentito recriminare o minacciare vendette. Gli ho spesso detto che avrebbe meritato molto di più, che le ingiustizie non si possono sempre dimenticare, ma mi rispondeva cercando qualcos’altro da mangiare e cambiar discorso programmando la prossima cena.

Questo mio amico , pur di passare serate in compagnia e di tirar tardi raccontando cazzate, avrebbe mangiato pane schietto, secco. Me lo sono visto arrivare in casa alle undici di mattina per una cena alle otto di sera, con due borse di cibo …per far merenda… abbiamo insieme fritto qualsiasi cosa entrasse in una padella e messo in forno pesci ed animali di ogni genere. L’ho visto far merenda una, due anche tre volte prima di cena…l’ho seguito ad accendere il camino e tenerlo vivo fino a tarda notte perché il caminetto faceva compagnia…anche se in cucina c’erano 30 gradi.

L’ho visto tirar fuori dallo zainetto la zeppola sempre pronta per i tavolini dei ristoranti che traballavano ed affilare i coltelli che non tagliavano, scattar foto a tutti noi perché i ricordi vanno fissati per sempre in qualche modo. Era lui che durante la chiusura organizzava videochiamate in pigiama per dire quattro cazzate… e vederci comunque, nonostante tutto.

E’ stato lui, non fidanzate o familiari, a venirmi a prendere in ospedale l’anno scorso dopo otto giorni di ricovero…per portarmi nel giardino di un altro amico a mangiare una carbonara che dicevano non fosse esattamente il cibo adatto a chi aveva avuto un infarto. Era sempre lui che, insieme a un terzo amico, rappresentava la base di quelle piccole avventure serali che, per chi ha una certa età, rappresentano quella boccata d’aria dalla vita di tutti i giorni di cui hai assolutamente bisogno per dimenticare i fastidi quotidiani…e Ruggero, dalla vita, di problemi ne aveva avuti fin troppi. Ma lui non se ne ricordava mai.

E sono quelle immagini che oggi mi restano, ci restano di Ruggero. Un cazzaro nato, livornese, amante della vita come solo chi ha rischiato di perderla e lottato per mantenerla potrebbe essere; un ragazzo…per me oramai, i miei coetanei sono tutti ragazzi… sfortunato e che ha lottato per 32 anni per restare normalmente attaccato a una vita che, d’un tratto, lo ha lasciato lì, come se davvero tutto quello di bello, intelligente, creativo e coraggioso che lui aveva fatto in vita avesse potuto sul serio avere un seguito altrove. Dove ci dicono sia la Verità.

Lui non mi avrebbe MAI voluto vedermi piangere…in livornese mi avrebbe detto : “…boia dè bellino, caa fai ? Piangi ? “… e si sarebbe messo a ridere. Io non posso piangere Ruggero Montingelli, regista televisivo e di programmi di varietà, regista di eventi e creativo, scultore e amante di musica e arti, l’uomo che a me e Beppe ha insegnato a balbettare tre cose sul web per comporre questo blog cui lui teneva moltissimo e la cui fortuna ci riferiva settimanalmente, con orgoglio…perché questo blog era anche suo. Lui aveva trovato il nome, lui ne era il divertito artefice. Un uomo così spiritoso da chiamare la sua società, quella che trovate indicata in coda al blog, 5 & 5… che per chi non lo sapesse è un tipico cibo toscano, della costa, composto da cinque lire di focaccia farcita con cinque lire di cecìna, quella che loro chiamano “torta”. Una prelibatezza popolare.

Ruggero, che amava profondamente il mare, il suo mare, ci ha fatto il dispetto di lasciarci soli, senza poterlo piangere perché lui so che se ne sta lì a controllarci. Io non lo posso fare, lo so, per cui vi prego di farlo voi per me, perché anche se non lo avete conosciuto, dovrete aver capito quanto abbiamo, noi amici suoi, perso mentre lui se ne volava via.

A Bianca, Silvia, Matilde, Chiara e alle compagne della sua vita, a Gigliola, vada il mio più affettuoso dolore. Lo porterò sempre nel cuore, ve lo giuro.

16 Commenti

  • Andrea Olcese ha detto:

    Ruggero è un Artista con la A maiuscola: un combinato di Arte, saggezza popolare e creatività spinta.

    Ruggero è un gatto, le sue proverbiali vite l’hanno bene evidenziato.

    Ruggero è sempre stato innanzitutto uno spirito pratico (un concreto realizzatore) sempre con estrema flessibilità.

    Una domenica lo accompagnai ad una collettiva di artisti a Castelnuovo Garfagnana dove esibiva le sue sculture realizzate con i sassi del fiume. Tra i tanti curiosi un tipo girava insiste mente più volte intorno allo stand con particolare attenzione visiva verso gli arnesi dello scultore. Lo lasciai pochi minuti per andare a comperare momentanei generi di conforto e di ritorno mi disse che aveva concluso il primo affare della giornata. Gli chiesi quale scultura avesse promesso in vendita e rispose che il curioso ricorrente avendo visto la mazza e lo scalpello gli aveva finalmente chiesto se faceva le tracce nei muri per l’impianto elettrico: ……..“E tu che cosa hai risposto?”
    Che sarò da lui domani mattina alle 8 a.m.

    Ruggero è…. e come tutti i grandi Artisti non ci abbandonerà, ma mi manca davvero già tanto.

    • Giancarlo Trombetti ha detto:

      Grazie Andrea della delicatezza con cui lo hai descritto. So bene che vi siete conosciuti a fondo e che avete lavorato spesso insieme. Ruggero, il gatto dalle sette vite, mancherà a tutti.

  • Fabio Zavatarelli ha detto:

    Silenzio …… lasciamo passare dentro di noi le tue parole e le tue emozioni ….. il silenzio in questo caso è oro … è occasione di meditazione di pensiero di ricordi di bilanci ….. per chi ha scritto, per chi ha cuore ed orecchie per ascoltare …. per chi si è trovato o si trova in situazioni simili ….. per chi c’era ed ora non c’è più … per Ruggero e per tutti i “Ruggeri” che ogni giorno …. ci spingono a pensare e ci toccano.

    Grazie Giancarlo.

    Silenzio ………….

  • Mario ha detto:

    Ho conosciuto Ruggero tempo fa, quando le nostre bimbe frequentavano la stessa scuola. È stata da subito un “amore” di amicizia. Mi ha regalato aneddoti e consigli che ancora oggi porto con me. Grazie Ruggero per essere stato, seppur per breve tempo, un compagno del mio viaggio.

  • giampiero ha detto:

    Il mio cliente numero 9, le prime 3 aziende sonoquelle di prova e il 4 sono io. Ma non lo ho mai considerato tale. Un grande amico, che e’ riuscito anche farmi mangiare quelle alghe orrende che per un periodo si e’ portato appresso, con cui parlare, anzi condividere le argomentazioni, di tutto e di tutti, dalla topa alla educazione dei figli, dalle moto alla musica. Ho vissuto tutto il suo calvario dalla prima frattura in poi, sempre vissuto con il sorriso sulle labbra, e non e’ un modo di dire, sempre con una grandissima forza quasi sfrontata di fronte ai rovesci della vita, anche professionali dove ha avuto piu’ di uno che gli ha voltato le spalle nonostante i risultati raggiunti .
    Mi dispiace solo non averlo chiamato piu spesso, non esserlo andato a trovare con maggiore frequenza e a niente vale pensare che ognuno purtroppo hai suoi cazzi per la testa.
    Riposa in pace Rug, magari trova il modo di farti sentire pure da li dove sei.

  • Mario Salotti ha detto:

    Grazie di cuore per questo emozionante ricordo.

  • Daniele ha detto:

    Io l’ho conosciuto quando avevo 24 anni e per 20 anni di stato dietro a lui e alle idee sul web. Pensare che d partito con videocamere da +20kg degli anni 80 e nel 2020 si faceva i siti responsive per dispositivi da 1 etto! Sei un grande e non dipendeva da cosa facevi ma dal fatto che lo facevi tu!

  • Massimo Capanni ha detto:

    Grazie per queste parole che ricordano un amico, una grande persona e che aiutano a credere che ci possa essere veramente qualcosa che una volta costruito dentro di noi non si perde…neanche nel dolore della scomparsa.

  • Alessio ha detto:

    Emozionante testimonianza. Hai completato il tuo pensiero del saluto di commiato in San Simone ad Ardenza, delicato e struggente, con parole che non potevano essere migliori.
    Grazie a nome di tutti gli Ardenzini
    Alessio Giacopelli “Gedeone”

  • Simonetta ha detto:

    Grazie per le magnifiche parole ho avuto il piacere di ascoltarti durante la funzione in chiesa e mi hai fatto sorridere….e piangere, ogniuno di noi si porta dentro un suo pezzettino speciale che lui così generosamente è riuscito a regalarci.
    Da piccola quando veniva a trovarci lo guardavo con occhi sognanti ,sarei voluta diventare come lui sempre allegro , comunica felicità.era e lo sarà sempre il mio grande mito .

    Ciao

  • flavia ha detto:

    Grazie, Ruggero, gran parte di quanto fatto insieme nel nostro team… ce lo hai insgnato Tu.
    Maestro, fratello, amico…
    Mi piace pensarTi nuovamente libero di gioire della tua arte e creatività.

  • Claudio ha detto:

    Un grande FAKIRO ARDENZINO DOC lo porterò sempre con me❤️

  • Flavia Scotto ha detto:

    Gran parte di quel che so, professionalmente – e non solo – lo devo a Te, Ruggero,:
    Maestro, fratello, amico mio…

  • Viviana ha detto:

    Un pezzo che, si sente, viene dal profondo del cuore e che suscita a me, che ho condiviso momenti di vita negli ultimi 20 anni, una grande commozione. Grazie Giancarlo di averlo ricordato così come hai fatto

  • Enrico Fiameni ha detto:

    Mi rammarico di non averlo conosciuto,ma dalle tue parole qualcosa mi rimane. Condoglianze alla famiglia e a te.

  • Ivano "babbo" Stefani ha detto:

    Un gran bel ricordo, di un amico-collega che ha fatto parte, per parecchio tempo, della mia vita… 😥

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