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Guest Corner

Tim Tirelli parla di noi

Di 4 Gennaio 2020 Nessun commento

Uomo di blues e grande esperto di Led Zeppelin, blogger e chitarrista, l'amico Tim ci dedica quanto segue...

Conosco Beppe Riva e Giancarlo Trombetti da più di tre decenni, da parecchi anni poi siamo amici, molto amici oserei dire, legati da interessi e visioni comuni, eppure dentro di me conservo sempre un certo timore reverenziale nei loro confronti perché alla fin fine per me Riva e Trombetti rimangono sempre le firme che seguivo – con ammirazione e trepidazione – agli inizi degli anni ottanta.

E chi si dimentica degli scritti di Beppe su Rockerilla e sul relativo spin off Hard’n’Heavy?
Chi si scorda degli articoli di Giancarlo  o della sua rubrica Massimo Riserbo su Videomusic?

Naturalmente le loro carriere da giornalisti e consulenti musicali sono ben più articolate, ricche e piene di tappe importanti, ma l’imprinting per me rimarrà sempre quello: Beppe e Giancarlo che parlano di dischi e di artisti a me cari in un periodo non certo idilliaco (inizio anni ottanta) per il tipo di musica che amiamo.

Quando nel 1988 iniziai a collaborare con la rivista Metal Shock avevo Giancarlo come caporedattore e Beppe come consulente speciale del giornale, due punti di riferimento con cui da allora non ho mai smesso di confrontarmi. Lunghe telefonate e (nei lustri più recenti) lunghe email piene di passione per la musica Rock, e non sto parlando di chiacchiere da bar, ma di veri e propri approfondimenti musicali, di studio dei dettagli, di maestosi voli a planare su quell’aria sonora che chiamiamo musica. Non poteva essere altrimenti, viste le due figure con cui stavo confrontandomi.

Beppe Riva che da giovinetto viene colpito dai Beatles, da The Rokes e dal beat italiano per poi scoprire al liceo l’hard rock e il progressive: Black Sabbath, Emerson Lake & Palmer, Jethro Tull, Led Zeppelin e, negli anni immediatamente, successivi Aerosmith e Blue Öyster Cult su tutti. Nel 1979 inizia a collaborare con Rockerilla curando le pagine che il mensile (dedito allora alle tendenze più aggiornate del panorama internazionale) dedicava alla musica Hard & Heavy. Da allora Riva diventa il nome simbolo del giornalismo collegato a quel genere, nome a cui ancora oggi legioni di fervidi metal fan sono legatissime. Dopo lunghi anni passati a Rockerilla, dove realizza anche alcune edizioni speciali intitolate Hard’n’Heavy (le prime in Italia dedicate a questo genere musicale) nel 1987 passa a Metal Shock, rivista che tratta di Heavy Metal e Classic Rock.

La sua prosa sontuosa ed epica suggestiona il pubblico Heavy Rock che lo vive come il paladino di quella stessa musica e delle sue tante sfaccettature, ma relegare Riva al bacino di utenza metal è un po’ riduttivo, la poetica che lo contraddistingue unita alla sua cultura musicale rende ogni suo scritto un pezzo di valore.

Sempre negli anni ottanta entra nel team dell’Arcana dove cura l’Enciclopedia Hard’n’Heavy. Negli anni novanta torna a Rockerilla e lo fa brillando di nuovo con la rubrica, da lui creata, Perfumed Garden, appuntamento che era imperdibile per chi scrive. Nel 2005 si ritira, stanco e un po’ disilluso; finalmente oggi ritorna – insieme al suo sodale – con questo blog.

Giancarlo Trombetti tra i dieci e i quattordici anni vive a cavallo di Beatles e Rolling Stones, quindi scopre Led Zeppelin, Jethro Tull, Vanilla Fudge, Black Sabbath e Deep Purple. Poco più tardi amplia gli orizzonti: Frank Zappa, Jazz-Rock, West Coast, Blues nero, Southern Rock, Miles Davis, John Coltrane. Nel 1980 scrive per Rockerilla, poco dopo è su Tuttifrutti. Sul finire degli anni ottanta è coordinatore di Metal Shock e Flash, seguono anni a Videomusic e quindi a Londra all’interno di un’altra TV musicale.

Gli scritti e gli interventi televisivi di Giancarlo sono lucidi e ficcanti, come un cartografo circumnaviga con coraggio anche i continenti meno raggiungibili, quelli che si sgranano in piccole isole lacerate dal vento, e con maestria e precisione ne tratteggia i contorni. In pochi ne sono capaci.

Dopo aver provato a lavorare seriamente per altri periodici scopre quanto l’avverbio “seriamente” sia privo di senso per chi vuole muoversi nel giornalismo musicale italiano e molla la presa. Ritorna negli anni dieci con la rivista Outsider di Max Stèfani che dopo inizi promettenti si dissolve. Rientra alla fine in gioco con questo nuovo blog.

Stiamo dunque parlando di due giornalisti musicali speciali, due affermate personalità, due long riders che hanno percorso molte miglia, a volte su luminose highway a volte su percorsi accidentati, e che proprio per questo sapranno di nuovo conquistarci con i loro intrepidi racconti musicali.

Bentornati ragazzi, for those about to blog, I salute you! Tim Tirelli – aprile 2020  vedi il sito di Tim Tirelli